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Dedali
Mauro Casalboni: Ficus macrophylla - Palermo

Mauro Casalboni »

Dedali

Exhibition: 3 Oct – 28 Oct 2015

Spazio Glicine

Via San Gallo 2/r
50129 Firenze

+39-055-294459


spazioglicine6.wix.com/spazioglicine

Dedali
Mauro Casalboni: Escada da Vitoria - Porto

Mauro Casalboni (1954) inizia a fotografare fin da bambino, spinto ed incoraggiato dal Luigi Tosi (Giggi), un amico del padre, fotografo del suo paese di nascita, vicino Roma.

Le tecniche fotografiche di ripresa, sviluppo e stampa, apprese presso il laboratorio di Giggi sono molto presto messe in pratica, con la sperimentazione personale e con la realizzazione di un piccolo laboratorio casalingo.

Alla fine degli anni ’70, lo studio e l’interesse crescente per quello che sarà la sua professione (è professore all’Università di Roma – Tor Vergata dove insegna Fisica dei Solidi e Ottica Quantistica e fa ricerca nel campo dei Materiali e delle Nanotecnologie) lo allontanano però dalla fotografia attiva. Questa forma espressiva rimarrà comunque un interesse latente per trenta anni insieme all’architettura, la musica e la lettura.

Da una quindicina di anni ha ricominciato a fotografare per puro piacere personale, scoprendo progressivamente come la fotografia sia uno strumento per vedere, per osservare più in profondità la realtà che ci circonda.

"Dedali" richiama il Labirinto del mito cretese, un luogo in cui la regolarità delle forme fa perdere la veduta d’insieme e confonde, nascondendo la via d’uscita. Produce una sorta di vertigine che richiede, per essere vinta, un punto di osservazione alternativo, un momento di astrazione, una razionalità che la fotografia può rappresentare.

Le fotografie qui presentate sono immagini della quotidianità riprese con un taglio, una inquadratura personale, come per cogliere quello che di astratto c’è oltre lo spazio fisico: la dimensione mentale che dona agli oggetti e ai luoghi il loro segreto senso estetico.

La curiosità dell’autore è sollecitata dal gioco delle linee, delle luci e delle ombre nel loro rapporto reciproco, dal fascino delle strutture periodiche e delle ripetizioni regolari, come nelle molecole e nei cristalli del suo lavoro. Ma anche dalla presenza costante e sotterranea del caos. Il tema dell’ordine e del disordine e della loro contraddittoria convivenza emerge distintamente nelle fotografie presentate: c’è sempre un ordine anche nel disordine e viceversa esiste sempre qualche elemento estraneo a rompere la monotona regolarità delle forme per mostrare che questi due elementi coesistono sempre nella realtà.

Parallelamente la serie di fotografie può anche essere letta come dialogo, contrappunto tra natura ed architettura. Le strutture complesse sviluppate dalla natura intorno alle strutture semplici e lineari costruite dall’uomo. Anche qui un’altra apparente contraddizione che si risolve nella considerazione che tutto gira intorno ad un unico nucleo e che solo il punto di vista o la scala dell’osservazione ce lo mostra ora ordinato ora disordinato, ora naturale ora pura opera dell’homo faber.

www.dedali.eu

Dedali
Mauro Casalboni: Sommerveld Huis, Rotterdam 2012

"Dedali" ruft den Mythos des kretischen Labyrinths in Erinnerung, ein Ort, an dem die Regelmäßigkeit der Formen den Überblick verlieren lässt und durcheinander bringt, weil es den Ausgangspunkt versteckt. Dies ruft eine Art Schwindel hervor, der, um überwunden zu werden, einen anderen Beobachtungspunkt braucht, einen Moment der Abstraktion, eine Rationalität, die durch die Fotografie ermöglicht wird.

Mauro Casalboni (*1954) beginnt schon als Kind zu fotografieren. Dazu ermutigt von Luigi Tosi (Giggi), einem Freund seines Vaters und Fotograf in Casalbonis Geburtsort nahe Rom. Die fotografische Technik von Aufnahme, Entwicklung und Druck, die Casalboni im Labor von Giggi lernt, praktiziert er sehr früh und experimentierfreudig, wofür er sich zu Hause ein Labor einrichtet.

Ende der 1970er Jahre halten ihn sein Studium und das zunehmende Interesse für das, was sein künftiger Beruf sein wird (er ist Professor an der Universität Roma – Tor Vergata, wo er Physik lehrt und im Bereich von Materialien und Nanotechnologie forscht), von der Fotografie ab. Dennoch gilt dieser Ausdruckform ein beständiges Interesse, wie auch der Architektur, Musik und Literatur. Vor etwa fünfzehn Jahren beginnt Casalboni wieder zu fotografieren, zum bloßen Vergnügen zunächst. Dabei entdeckt er nach und nach, wie die Fotografie ein Mittel darstellt, um die uns umgebende Wirklichkeit tiefer zu sehen und zu beobachten.

Die Fotografien, die hier vorgestellt werden, sind Bilder aus dem Alltag, aufgenommen aus einem persönlichen Blickwinkel, um das Abstrakte außerhalb des physischen Ortes zu erfassen: die mentale Dimension, die den Objekten und den Orten ihre geheimen ästhetischen Sinne schenkt. Die Neugierde des Autoren wird erweckt vom Spiel der Linien sowie des Lichts und des Schattens in ihrem wechselseitigen Verhältnis, von der Ausstrahlung regelmäßiger Strukturen und gleichmäßiger Wiederholungen, wie bei den Molekülen und Kristallen in seinem Beruf. Gleiches gilt für die ständige Anwesenheit von Chaos unterhalb der Oberfläche. Das Thema von Ordnung und Unordnung und von deren widersprüchlichen Koexistieren taucht deutlich in den Fotografien auf: Es gibt immer eine Ordnung, auch in der Unordnung. Und andersherum existiert immer ein fremdes Element, das die langweilige Regelmäßigkeit der Form unterbricht, um zu zeigen, dass diese zwei Elemente in der Wirklichkeit stets zusammen vorkommen. Gleichzeitig kann die Reihe der Bilder auch als Dialog gelesen werden, kontrapunktisch zwischen Natur und Architektur. Die komplizierte Struktur, die die Natur entwickelt, um die einfache Struktur herum, die der Mensch baut. Hier liegt ein weiterer scheinbarer Widerspruch, der sich in der Überlegung auflöst, dass sich alles um einen einzelnen Kern dreht und dass nur der Blickpunkt oder der Maßstab der Beobachtung ihn mal ordentlich, mal unordentlich zeigt, mal natürlich und mal als Tat des homo faber.

Weitere Informationen: www.dedali.eu

Dedali
Mauro Casalboni: Ristorante - Nardò